In mezzo alla tempesta che sta colpendo il Vaticano dopo le dimissioni imposte a Becciu da Papa Francesco, c’è bisogno di fermarsi un attimo in riflessione. Una cattiva gestione non può cancellare il lavoro incessante della Chiesa sul territorio, l’attività pastorale e missionaria.

Mario Benotti sottolinea come la Chiesa e il Vaticano non meritino “il trattamento che gli viene riservato. Ci sono stati dei problemi, è vero, ma il Papa sta cercando di cambiare le cose. In molti sembrano aver dimenticato il ruolo universale della Chiesa nel mondo, soprattutto in un mondo globalizzato che sta affrontando un momento di crisi e necessita di un punto di riferimento”.

La Chiesa, sottolinea il professore, svolge un’importante opera di testimonianze e di resistenza attraverso i tanti vescovi e missionari che operano in contesti di guerra e violenza, ma anche nella sanità dove c’è bisogno di rimettere al centro l’uomo. “Non aiuta soltanto i credenti ma anche i non cristiani in luoghi in cui la libertà religiosa viene calpestata”.

In un contesto così difficile, la Chiesa di pone come interlocutore privilegiato presso le altre Nazioni e presso le chiese nei diversi paesi del mondo affinché le religioni siano un veicolo di pace e anche l’Obolo di San Pietro venga utilizzato non per fini privatistici ma per tutelare l’uomo a ogni livello.